domenica 30 giugno 2013

E con il Lazio partono i Teatri di Pietra 2013, Arco di Malborghetto e Anfiteatro di Sutri dai primi di luglio

 
 





E con il Lazio partono i Teatri di Pietra 2013, Arco di Malborghetto e Anfiteatro di Sutri dai primi di luglio.

 COMUNICATO

Parte del Lazio la XIV edizione dei Teatri di Pietra Lazio, rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo, ideata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Roma per l'area di Malborghetto e con la Soprintendenza dell'Etruria Meridionale per l'Anfiteatro di Sutri, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Lazio .

Da giovedi 4 a domenica 28 luglio sono previsti tredici appuntamenti di teatro, teatro musicale e danza interamente dedicati ai temi classici e del Mediteranneo. Numerose le novità di questo stagione che vede accanto a protagonisti più conosciuti come Manuela Mandracchia, Ernesto Lama, Sebastiano Tringali una folta schiera di artisti tra cui sono da segnalare le presenze internazionali di Nigar Hasib e Shamal Amin per “No Shadow” e Ismaila Mbaye e Djibril Gningue per “Orpheus” di Daniela Giordano.

Si parte giovedi 4 dall'Arco di Malborghetto – legato all'imperatore Costantino ...in hoc signo vinces..- sulla via Flaminia alle porte di Roma con l'anteprima nazionale de “L'oracolo di Delfi” ilarotragedia in forma di teatro musicale ispirata alla sacerdotessa Pizia e all'indovino Tiresia, protagonisti Ernesto Lama, la cantante siciliana Miriam Palma e Sebastiano Tringali. Le musiche originali eseguite dal vivo di Marcello Fiorini e un coro di danzatori e attori completano una messa in scena ispirata al tema della preveggenza e alla fasità degli oracoli. Replica il 5 , in apertura della manifestazione, all'Anfiteatro di Sutri .

sabato 29 giugno 2013

TEATRI di PIETRA tra incapacità di governo e incapacità di rivolta



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Poche istruzioni per chi avesse smarrito o sta lì lì per perdere il "Senso". 

E' un'epoca che probabilmente verrà etichettata  come "l'età senza memoria", perchè niente e nessuno si prende la responsabilità o il compito di agire o compiere qualcosa che varrà la pena essere ricordato . 
Non è questione di fare grandi monumenti o rivoluzioni , è che  non si fa nulla che possa essere  germe che poi,  in un futuro, possa avere un significato, un senso, una ragione di condivisione o partecipazione e quindi degno di memoria.
Scientificamente è provato che la memoria sia prevalentemente influenzata da elementi affettivi  - come l'emozione e la motivazione, oltre che da una serie di fattori riguardanti il tipo di informazione da ricordare. Tutte cose difficili da rilevare nell'attuale in cui l'aspettativa di un futuro (le motivazioni) e la certezza di un passato ( le emozioni) sono state messe al bando da un concretismo da quattro soldi. Per cui "età senza memoria" sembra essere l'attributo più esatto per questo tempo.
Va da sè che principiare un'impresa in questo scenario può apparire un nonsense, una scelleratezza bella e buona... operare tra mille difficoltà, in assenza di indirizzi da parte degli enti preposti, in un mercato azzerato dagli stessi enti che hanno preferito campagne di immagine piuttosto che una politica culturale di crescita,  con risorse nulle,  finalità non più attuali e messe in deroga dalle stesse  istituzioni come la salvaguardia del bene comune, lo sviluppo socio culturale delle comunità, la tolleranza,il confronto e il dialogo culturale....  . 
In più nella prospettiva  di far parte dell'età "senza memoria" ...